🗀

Amazon: da marketplace a istituto finanziario?

- Advertisement -

Amazon ha diversificato le attività coinvolgendo le categorie più diverse: food&grocery, contenuti in streaming, healthcare. Cosa manca? I servizi bancari, ma sembra che Bezos stia seriamente considerando questa possibilità.

 

Amazon non finisce mai di stupire. L’ultima novità è la sfida al mondo bancario con la proposta di conti correnti per i clienti, dove prelevare e versare denaro come in una banca a tutti gli effetti.

I punti di forza dell’azienda di Jeff Bezos sono l’Intelligenza Artificiale e una immensa mole di dati a disposizione. Combinando questi due fattori è possibile offrire servizi di analisi, consulenza e assistenza su misura.

 

Amazon Cash

Dopo Amazon Pay, è la volta del programma Amazon Cash, che ha lo scopo creare un ponte tra online e offline. Amazon Cash, infatti, consente al cliente, senza commissioni, di depositare denaro contante in un conto digitale, mostrando un codice a barre. Dove? Nei negozi fisici partner di Amazon.

L’intento qui è soprattutto quello di “agganciare” chi non ha alcuna relazione con istituti di credito. Negli Usa, ad esempio, ci sono circa 33,5 milioni di famiglie “unbaked o underbanked”. Una potenziale clientela che Bezos è determinato a non lasciarsi sfuggire.

 

Ma i consumatori si affiderebbero ad Amazon per i servizi bancari?

Pare di sì. Uno studio di Bain & Company afferma che il 65% dei clienti Prime in USA sarebbe interessato a provare un conto corrente Amazon gratuito con il 2% di cash back sugli acquisti. Anche se può suonare strano, dunque, la solidità del marchio Amazon potrebbe facilmente sciogliere le resistenze iniziali.

Nel secondo trimestre del 2018 la società di Bezos ha registrato una crescita delle vendite nette del 39 per cento a 52,9 miliardi di dollari, con un utile operativo che supera i 3 miliardi di dollari. Questi risultati sono stati raggiunti anche grazie alle ultime operazioni, come l’acquisto della catena di supermercati Whole Food, a dimostrazione del fatto che una strategia omnicanale è vincente e dietro alle suggestioni del digitale, resta sempre l’economia reale.

Michele Squarzon
Appassionato di web e nuove tecnologie da una vita. Dopo la laurea in comunicazione, marketing ed organizzazione d'impresa presso l'università di Reggio Emilia sono diventato ancor più geek e web marketing addicted. Copywriter per passione, fervente credente in social media e green marketing.
Una newsletter mensile

…con il riassunto dei nostri contenuti migliori. Sali a bordo!

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Articoli correlati

Advertisment

Ultimi articoli

KPI per e-commerce: perché puntare sulle metriche di valore

Individuare i KPI è fondamentale per capire quali sono le criticità nel processo di acquisto e adottare le contromisure migliori per risolvere i problemi. Ecco quali sono gli indicatori più rilevanti per la propria piattaforma.

Come garantire il diritto di recesso ai clienti del tuo e-commerce: gli step come modello

Se vuoi avviare una tua attività di e-commerce oppure già vendi dei prodotti online devi inevitabilmente considerare la situazione in cui il tuo cliente...

Intelligenza Artificiale ed e-commerce: un nuovo approccio agli acquisti on-line

Quando viene citata l'intelligenza artificiale, l'immaginario comune richiama i film di Steven Spielberg. L'intelligenza artificiale può aiutare gli shop online nell'offrire un'esperienza per il cliente...