Ecommerce manager: qual è lo stipendio di questa figura professionale?

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L’ecommerce manager è un profilo molto ricercato nel mondo del lavoro: grazie alle sue competenze e alle sue capacità trasversali, ha un ruolo decisivo nella promozione del business e delle vendite online. Ma quanto guadagna questo specialista? Lo stipendio varia in base all’esperienza e al contesto professionale. Ecco quali sono i fattori che ne determinano lo stipendio.

È una delle professioni più desiderate e ricercate nel nostro Paese, anche in virtù del momento favorevole che sta vivendo il commercio elettronico. Un settore che, solo in Italia, vale oltre 30 miliardi di euro (fonte Osservatori.net). Stiamo parlando, naturalmente, dell’ecommerce manager, un profilo che sta diventando il fulcro del team marketing nelle aziende e una figura tra le più interessanti nel panorama digital. E una delle più pagate. Sì, ma quanto? In questo articolo andremo a indagare le caratteristiche dell’ecommerce manager, il suo stipendio e le principali competenze di questo professionista, che può arrivare a guadagnare anche 80mila euro all’anno.

Ecommerce: una figura sempre più richiesta

L’ecommerce manager è una delle figure più richieste sul mercato del lavoro, complice anche l’emergenza legata al Covid-19, che ha accelerato la spinta verso la digitalizzazione, già in atto da tempo: la pandemia, infatti, ha ridotto gli spostamenti fisici, trasferendo parte degli acquisti sulle piattaforme online. Ciò ha avuto un impatto rilevante non solo sulle abitudini dei consumatori, ma anche sugli attori che lavorano nel commercio elettronico: come riportato sul sito specializzato Corcom, nel 2020 le assunzioni per i ruoli connessi in questo ambito sono cresciute del 51% rispetto all’anno precedente.

Tra questi spicca proprio la figura dell’ecommerce manager che, grazie alla sua capacità nel gestire tutti i processi legati all’acquisto e le operazioni di vendita online con l’obiettivo di accrescere le transazioni, è sempre più un asset imprescindibile per le aziende che puntano sui canali digitali per incrementare quote di mercato e fatturato. Una tendenza che si è rafforzata anche quest’anno: come sottolineato da Fortune, solo a luglio 2021, su Linkedin, si sono registrate oltre mille offerte di lavoro nel nostro Paese per gli ecommerce manager.

Questa figura, d’altra parte, è in continua evoluzione: da specialista dalle spiccate capacità gestionali a professionista a 360 gradi, in grado di operare anche nell’ambito del crisis e success management, affrontando i cambiamenti quasi quotidiani che interessano i mercati di riferimento.

Ecommerce manager: lo stipendio di una figura eclettica

Per la legge della domanda e dell’offerta, data la forte richiesta non sorprende che l’ecommerce manager sia un profilo in genere ben retribuito nel campo delle professioni digitali. Certo, lo stipendio varia in maniera rilevante in base all’anzianità e all’esperienza acquisita sul campo, oltre a dipendere anche dal contesto lavorativo.

Le stime sono più “sicure” quando si parla di professionisti che operano per un’azienda specifica o per una singola agenzia che gestisce più brand contemporaneamente. In questi casi, come spiegato da Il Corriere della Sera, all’inizio la retribuzione non sarà particolarmente elevata: lo stipendio si attesta, in una prima fase, attorno ai 25mila euro l’anno. Tuttavia con il tempo la situazione cambia rapidamente: le figure con un’esperienza compresa fra i tre e i cinque anni – quindi con un bagaglio di competenze e abilità già ben sviluppate – possono guadagnare anche 40mila euro, mentre i “veterani” possono arrivare anche a 80mila euro, a riconoscimento dell’importanza che questa figura assume all’interno delle imprese in cui opera, sempre più attente ai profili in grado di gestire al meglio le strategie di marketing e di promuovere le vendite online.

Più complesso fare una stima per gli specialisti che lavorano come liberi professionisti. In questo caso, infatti, la retribuzione dipende dal numero e dal tipo di progetti seguiti, oltre che dalla propria capacità di comunicare e di mettere a frutto le proprie competenze e la propria esperienza nell’ambito di riferimento. Senza dimenticare che molti freelance decidono, invece di fissare un compenso fisso, di percepire un guadagno percentuale sulle vendite portate a termine sulle piattaforme, assumendosi in qualche modo il rischio d’impresa.

Inoltre il libero professionista si deve sobbarcare un grande numero di incombenze, anche onerose, come la parte fiscale, burocratica e contrattuale della propria attività, che vanno ad influire sui margini. Si deve poi considerare l’investimento nel personal branding, soprattutto se ci si è affacciati da poco al mestiere. Per contro, il freelance, non dovendo sostenere una grande struttura alle spalle, può permettersi di offrire preventivi più bassi rispetto ad agenzie e aziende. In generale, questa scelta professionale assicura una maggiore libertà d’azione e consente di gestire personalmente i profitti.

L’importanza delle competenze

Ovviamente gli specialisti più bravi sono anche coloro che, potenzialmente, possono guadagnare di più. Per questo motivo è fondamentale investire nella propria formazione personale, puntando sulle competenze più richieste. A partire, naturalmente, da quelle digitali e da quelle legate al marketing. Tra le principali si ricordano:

  • trend management: il professionista analizza attentamente il mercato per individuare le tendenze nel proprio comparto di riferimento, intercettando per primo le opportunità che il settore offre e battendo la concorrenza sul tempo;
  • ux design: l’ecommerce manager valuta la funzionalità e l’usabilità della piattaforma da parte degli utenti, riservando ovviamente gli aspetti più specifici ai tecnici;
  • abilità nell’upselling e cross selling: lo specialista deve essere in grado di condurre i consumatori verso prodotti più costosi o appartenenti ad una categoria diversa rispetto all’articolo che aveva in mente l’utente, per rispondere alla strategia complessiva dell’azienda;
  • pay management: l’ecommerce manager deve conoscere e gestire le principali modalità di pagamento, individuando quelle preferite dai consumatori;
  • competenze di web marketing: è fondamentale sapere come muoversi nel campo dall’email/social media/content marketing;
  • conoscere le piattaforme di ecommerce, tra cui Magento e Prestashop.

Attenzione poi alle soft skill, abilità fondamentali anche se più difficili da “allenare” rispetto alle competenze  tecniche. Un ecommerce manager di successo deve:

  • possedere un buon livello di comunicazione, sia orale che scritta;
  • saper collaborare in una squadra: dato il suo ruolo, il professionista si interfaccia quotidianamente con profili anche molto diversi tra loro. Inoltre chi lavora in agenzia e i freelance devono sapersi “integrare” con le dinamiche aziendali dei loro clienti;
  • essere “adattabile”: in un mercato in costante cambiamento, è importante individuare le nuove tendenze, capire in che modo sfruttarle e trovare gli strumenti migliori per ottimizzare i risultati;
  • avere capacità organizzative e di coordinamento.

Quello dell’ecommerce manager è dunque un profilo davvero poliedrico, che mette insieme competenze notevolmente differenti tra loro. Vietato, dunque, affidarsi all’improvvisazione: è dunque fondamentale puntare, oltre che sull’esperienza, anche sulla formazione, magari seguendo corsi ad hoc.

Quanto guadagnano gli altri professionisti del digitale: il confronto

Fino ad ora abbiamo parlato dell’ecommerce manager e del suo stipendio. Ma quanto guadagna questa figura rispetto alle altre professioni legate all’ambito digitale? Ecco una breve panoramica dei ruoli più interessanti in questo campo:

  • data scientist: esperto nella comprensione, nell’interpretazione e nell’elaborazione dei dati, la sua retribuzione è stimata attorno ai 40mila euro lordi all’anno, pari a circa 3mila euro al mese;
  • social media manager: specializzato nella produzione di contenuti adatti alle piattaforme Facebook, Twitter, ecc… e nella gestione delle community, ha uno stipendio di circa 35mila euro lordi l’anno;
  • digital marketing specialist: figura dedicata all’elaborazione di una strategia globale basata su seo, sem, social media e dem, può guadagnare dai 30 ai 50mila euro.
  • web copywriter: redattore di articoli e schede prodotto, oltre che esperto nella scrittura efficace, orientata agli obiettivi delle aziende. Il suo stipendio si attesta attorno ai 30mila euro l’anno.
  • developer: lo sviluppatore di software e di applicazioni, con una forte formazione in ambito informatico e nella programmazione, può arrivare a guadagnare oltre 1.600 euro al mese.

Insomma, queste figure non sono solo molto richieste, ma in generale sono anche ben pagate. E l’ecommerce manager non fa certo eccezione: il suo stipendio è infatti in linea, e a volte superiore, con le altre professioni del web.

Redazione
Siamo un piccolo team con base a Verona, ma distribuito su tutta la penisola. Scriviamo di e-commerce per gli e-commerce manager e i loro team, un tema così vasto che ci ha fatto decidere di focalizzarci sugli argomenti di strategia, innovazione e risorse. Lo facciamo con un occhio puntato alla sostenibilità, che diventa fondamentale anche per il settore del commercio elettronico.
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