80 errori più diffusi nei siti ecommerce: lo studio di SEMrush

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Il numero di ecommerce cresce ogni giorno e,con esso, cresce anche il livello di competizione sul mercato. Per riuscire a distinguersi e a rispondere in modo soddisfacente alle esigenze dei consumatori contemporanei, bisogna fare attenzione anche ai minimi dettagli. SEMrush ha analizzato 1300 siti ecommerce per scoprire i principali problemi che deve affrontare chi vende online. Scopriamo cosa è emerso.

 

Avere il prodotto migliore del mondo non basta, per vendere online serve ben altro. Per abbattere le resistenze dei consumatori e guadagnarsi la loro fiducia bisogna fare attenzione a moltissimi aspetti diversi, in primis la funzionalità del sito web.

SEMrush ha condotto una ricerca basata su Site Audit, per scoprire quali sono i problemi con cui i siti di ecommerce lottano quotidianamente. Sono stati analizzati 1300 negozi online per 80 problemi tecnici e di SEO, che coprono uno spettro molto ampio, da lievi seccature a gravi errori di business. Lo studio fornisce una panoramica approfondita sulla salute degli ecommerce e aiuta chi vende online a trovare nuovi modi per migliorare la propria attività.

A sorpresa (o forse no), dalla ricerca in questione emerge che anche i migliori siti retail sbagliano!

errori ecommerce semrush

Alcuni degli errori più frequenti

Struttura dell’URL

Google consiglia una struttura semplice e facile da leggere sia per i crawler che per gli utenti. Meglio i trattini degli underscore ed evitare url troppo lunghi o con tanti parametri.

Ciò nonostante:

  • il 54,83% dei siti analizzati ha underscore nell’url;
  • il 27,53% contiene troppi parametri;
  • il 22,28% ha url troppo lunghi.

 

Performance del sito

La rapidità prima di tutto. La velocità di caricamento del sito è fondamentale, sia per offrire all’utente un’esperienza di navigazione ottimale, sia per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca. Ma ben il 79,85% dei siti campione ha una bassa velocità di caricamento delle pagine.

 

Contenuti

Investire nella qualità dei contenuti paga. Vale per un normale sito web e conta ancora di più per un ecommerce. Più di 400 dei siti ecommerce analizzati avevano pagine senza title-tag, cosa abbastanza incredibile visto che il titolo è la prima cosa che l’utente vede. I titoli devono essere informativi e ben costruiti e, trattandosi di ecommerce, possono contenere anche prezzi o dati di vendita per aumentare il CTR.

Anche sulle immagini ci sono ampi margini di miglioramento: l’86,24% dei siti analizzati, infatti, presenta immagini senza attributi alt, che sono estremamente importanti perché facilitano la ricerca per immagini e sono utilizzati dagli screen reader per ipovedenti.

 

Anche se il tuo ecommerce funziona e genera un ROI soddisfacente, è buona norma controllare lo stato di salute a livello tecnico con regolarità. Dall’analisi di oltre 5 milioni di pagine di ecommerce condotta da SEMrush si vede chiaramente che molti elementi SEO basici creano problemi anche a marchi di grandi dimensioni, quindi è il caso di farci attenzione.

Scopri tutti i risultati dello studio: Gli 80 errori più comuni dei siti ecommerce

Giulia Simionato
Copywriter e content strategist in continua evoluzione. Laureata in Editoria e Giornalismo, affezionata all’analogico con un’insospettabile passione per il digitale. Anche se non rinuncerei mai a carta e penna, dopo la scoperta del web marketing ho quasi consumato la mia tastiera. Leggo di tutto, dicono che so ascoltare e cerco sempre il modo migliore per raccontare le storie che incontro.
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