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Google si separa da Google Shopping?

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Quando si procede con la ricerca di un prodotto utilizzando il motore di ricerca di Google il risultato è la visualizzazione dei prodotti proposti da Google Shopping in primo piano. L’Unione Europea ha visto in questo sistema un problema alla libera concorrenza e Google ha trovato la soluzione per non creare questioni con la clientela del vecchio continente.

Google ha deciso di separare il proprio servizio di acquisti online, Google Shopping, per soddisfare le richieste dell’Unione Europea. L’UE non è particolarmente soddisfatta del sistema con cui Google visualizza i risultati di ricerca quando si cercano informazioni su prodotti. Il motore di ricerca fa sì che i risultati delle ricerche privilegino i prodotti pubblicizzati da Google Shopping, mostrando solo in secondo piano i prodotti dei concorrenti.

 

google shopping

 

Stando alle indiscrezioni messe in circolazione da Bloomberg sembrerebbe che Google, per fare in modo che non nascano più questioni in merito, sia pronta a dividere il suo motore di ricerca da Google Shopping.

Il risultato molto probabilmente sarà la creazione di un servizio standalone. Separando il servizio dedicato allo shopping dal motore di ricerca Google potrà liberamente mettere in piedi un servizio dove sarà possibile fare offerte per avvantaggiarsi rispetto ai propri rivali e fare in modo che i propri annunci vengano visualizzati nella parte superiore della pagina di ricerca. Le fonti da cui Bloomberg ha appreso queste notizie hanno chiesto di rimanere nell’anonimato. Sembra che il servizio di shopping rimarrà comunque parte di Google, ma che funzionerà separatamente e si sponsorizzerà con i propri ricavi derivanti dagli annunci.

Google ha ottenuto una denuncia con una multa di 2,4 miliardi di euro da parte della Commissione europea nel mese di Giugno, dopo essere stato accusato di abusare della sua posizione dominante promuovendo il proprio servizio di confronto tra prodotti Google Shopping a discapito dei suoi concorrenti.

Un ultimatum di 90 giorni per cambiare comportamento. Questo il termine che l’Unione Europea ha concesso a Google per modificare il proprio comportamento e la scadenza è ormai in vista. Se non sarà rispettata, Google dovrà pagare una mora pari al 5% della redditività giornaliera globale della società.

 

Michele Squarzon
Appassionato di web e nuove tecnologie da una vita. Dopo la laurea in comunicazione, marketing ed organizzazione d'impresa presso l'università di Reggio Emilia sono diventato ancor più geek e web marketing addicted. Copywriter per passione, fervente credente in social media e green marketing.
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